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giovedì 29 marzo 2018

La neve al Parco Archeologico del Colosseo (febbraio 2018)

Grazie alla disponibilità del PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) rendiamo disponibile un breve video, realizzato da A.S.S.O. e DRONE SOLUTION, nell'area del COLOSSEO, PALATINO e FORI nel giorno della nevicata a Roma, 26 febbraio 2018. 



Riprese video aeree con drone: FRANCESCO MARSALA (www.dronesolution.it)
Montaggio video: MASSIMO D'ALESSANDRO (www.assonet.org
Musiche: EDIZIONI FLIPPER MUSIC (www.flippermusic.it)

lunedì 19 marzo 2018

22 marzo: Progetto Liburna (Mostra "Nel mare dell'intimità" - Trieste)

Nell'ambito degli eventi collaterali della mostra "Nel mare dell'intimita'" che è in corso a Trieste, al Salone degli Incanti fino al 1° maggio 2018, il 22 marzo alle 18 Danilo Leone, Mariuccia Turchiano (Università di Foggia) e Giuliano Volpe (Presidente del Consiglio superiore dei beni Culturali e paesaggistici, già Rettore dell'Università di Foggia) presenteranno il PROGETTO LIBURNA.
Questo importante progetto di ricerca, che prendeva il nome dalla liburna, la tipica imbarcazione illirica, ha messo a fuoco l'archeologia dei paesaggi costieri dell'odierna Albania, tra la baia di Valona ed il promontorio di Kalaburun.
A partire dal 2006, le indagini subacquee e lungo la riva hanno raccolto una ricca serie di informazioni sulle frequentazioni preromane e romane, medievali e di età moderna che permettono di rintracciare fasi e modi del popolamento antico.
Nel corso della presentazione verrà proiettato il documentario "Albania: la storia sommersa" di Massimo D'Alessandro (Produzione A.S.S.O. onlus).

mercoledì 14 marzo 2018

Cimitero sommerso di 7 mila anni stravolge le teorie archeologiche (da EPOCHTIMES)

A circa trecento metri dalle coste della Florida, la straordinaria scoperta di un sito di sepoltura di oltre 7 mila anni ha portato a un rivoluzionario progetto archeologico: il Manasota Key Offshore (Mko), oltre ad aiutare gli studiosi a comprendere abitudini di vita e habitat dei Floridian indigeni di allora, potrebbe stravolgere le attuali teorie archeologiche sottomarine.

Secondo quanto ha annunciato il segretario di stato statunitense Ken Detzner il 28 febbraio scorso sul sito del dipartimento di Stato della Florida, le indagini archeologiche hanno localizzato nel Golfo del Messico un sepolcreto ancestrale di nativi americani senza precedenti: un antico luogo di sepoltura che giaceva sul fondo di uno stagno d’acqua dolce, ricoperto da un sottile strato di torba che ha contribuito a conservarlo.

Dopo aver studiato l’area di quasi un ettaro, anche l’ufficio per le ricerche archeologiche (Bar) – divisione delle Risorse Storiche del Dipartimento (Dhr) incaricata di proteggere i resti umani non marcati di oltre 75 anni – ha confermato l’esistenza di un sito preistorico del periodo arcaico antico. «Vedere un sito di 7 mila anni così ben conservato nel Golfo del Messico è fonte di grande ispirazione – dichiara il supervisore di archeologia subacquea per il Bar, dottor Ryan Duggins – Siamo veramente onorati da questa esperienza. Però, è importante ricordare che questo è un luogo di sepoltura e deve essere trattato con il massimo rispetto. Ora sappiamo dell’esistenza di questo tipo di sito sulla piattaforma continentale, e questo cambierà per sempre il modo in cui ci avviciniamo all’archeologia marittima. Mentre continuiamo..... CONTINUA A LEGGERE SU EPOCHTIMES

sabato 10 marzo 2018

Sperlonga, dalla spiaggia riemerge un bellissimo capitello greco

Un’importante scoperta archeologica è avvenuta questa mattina sulla spiaggia di Sperlonga, dove nei pressi della Grotta di Tiberio è stato recuperato un capitello romano. Il reperto è stato ritrovato ieri mattina da alcuni pescatori del luogo, che hanno informato le autorità competenti. Le delicate operazioni di scavo e recupero sono state effettuate dai tecnici della nostra Onlus A.S.S.O. sotto la direzione del responsabile territoriale, archeologo della Soprintendenza ai beni culturali, Francesco Di Mario, e dell’assessore Stefano D’Arcangelo, della portavoce del Comune di Sperlonga Irene Chinappi, e del delegato Franco De Fabritiis.

“Riteniamo che l’evento sia importante non solo per il singolo capitello quanto per l’ulteriore testimonianza dell’enorme quantità di reperti romani giacenti nei pressi di quel luogo e della necessità di promuovere scavi subacquei”, ha dichiarato la portavoce Chinappi. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un capitello di origine greca, di un metro di diametro, di fattura piuttosto rara, databile intorno al 40 a.C. e che potrebbe appartenere alla Villa di Tiberio sita nelle vicinanze.


RASSEGNA STAMPA: 

venerdì 9 marzo 2018

14 marzo, ore 20, presso "AcquaAzzurra" (Roma): conferenza di Mario Mazzoli sull'Archeologia Subacquea


Il 14 marzo alle ore 20, presso il club subacqueo "AcquaAzzurra", in Roma, Via Tuscolana 626-630, Mario Mazzoli, Direttore Generale A.S.S.O., terrà una conferenza di archeologia subacquea dal titolo "NAVI AFFONDATE". Ingresso libero.

martedì 6 marzo 2018

Ecco il robot subacqueo che ha recuperato dei tesori del 17esimo secolo (Progetto OceanOne)


Un gruppo di archeologi subacquei ha esplorato i resti sommersi del tesoro di Re Luigi XIV, ma nel loro equipaggio era presente un membro molto speciale. Si trattava di OceanOne, un robot umanoide sviluppato a Stamford che include una “visione umana, feedback tattile ed un cervello artificiale”. Questo ha aiutato gli archeologi a recuperare i tesori del diciassettesimo scolo dal fondo del mediterraneo. Il robot è stato originariamente costruito per lo studio delle barriere coralline del Mar Rosso, dove è necessario un tocco delicato, ma le sue capacità hanno permesso ai ricercatori di utilizzarlo anche per altri scopi.


La coda contiene delle batterie, un computer ed otto propulsori, ma è la metà anteriore che ricorda il viso di un umano dal momento che include due occhi con visione stereoscopica e due agili bracci articolati. Il cervello dei robot lavora con dei sensori tattili in modo tale che le mani non schiaccino gli oggetti fragili, mentre il sistema di navigazione è in grado di mantenere il corpo stabile anche nei mari turbolenti. La sua agilità permetterà ad OceanOne di rivelarsi utile anche in ambienti sottomarini pericolosi come il sito di Fukushima Daichi.

venerdì 2 marzo 2018

SVIZZERA: Proteggere l’archeologia subacquea, il Ticino dice sì (da TicinoOnLine)

Il Dipartimento del territorio condivide la scelta della Confederazione di aderire alla Convenzione della protezione del patrimonio culturale subacqueo.


BELLINZONA - I siti archeologici lacustri, o i siti preistorici sommersi svizzeri, presto potrebbero venire tutelati dalla Confederazione. Berna ha infatti deciso di aderire alla Convenzione internazionale della protezione del patrimonio culturale subacqueo. Il Dipartimento del territorio ticinese ha condiviso tale scelta durante la procedura federale di consultazione, sottolineando che la responsabilità in questo ambito è data in termini generali dalla partecipazione a livello internazionale alla protezione e conservazione delle specifiche testimonianze culturali, come pure dal fatto che, la Svizzera è ricca di questi ritrovamenti.

I siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, fra cui quelli svizzeri, sono stati riconosciuti nel 2011 quale patrimonio dell’umanità UNESCO. L’archeologia subacquea svizzera vanta una lunga esperienza e un alto grado di professionalità applicando già oggi le regole previste dalla Convenzione. L’adesione alla Convenzione non modificherà le indagini ..... CONTINUA A LEGGERE SU TICINO ON LINE

giovedì 1 marzo 2018

Albenga, le terme sulle palafitte scoperte nel fiume Centa (da IlSecoloXIX)

Albenga - Sono danni “provvidenziali” quelli causati dalla piena del Centa del 24 novembre 2016. Sì, perché nonostante abbiano inflitto ulteriori ferite all’area archeologica di San Clemente - già di per sé delicatissima, perché incastonata nell’alveo del fiume ingauno – hanno portato al rinvenimento di nuovi resti che confermano come Albenga possa fregiarsi del titolo di regina dell’archeologia, a livello ligure e non solo.


Le indagini condotte dagli esperti dello Stas (Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea della soprintendenza ligure) su teschi e materiali riaffiorati dall’acqua hanno rivelato la presenza di un particolare tipo di costruzione, che rappresenta un “unicum” nella nostra regione. Si tratta di una serie di palificate lignee, che sorreggevano parte delle antiche terme, e che gli studiosi considerano una novità assoluta in Liguria: «Non esiste un solo esempio simile in tutta la nostra regione – conferma il funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria, Marta Conventi – Si tratta di una tecnica ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILSECOLOXIX