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GRAZIE PER IL TUO 5x1000 ALLA A.S.S.O. E RINNOVO INVITO PER IL 2018

Vogliamo ringraziare di cuore chi ha voluto devolvere alle nostre attività la propria quota negli anni scorsi ed estendiamo l’invito alla donazione del 5X1000 anche per quest'anno, indicando nel riquadro CUD riservato al “Sostegno delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale” il nostro codice fiscale 92003990584. Mentre coloro che ci conoscono lo sanno bene, perché altri dovrebbero pensare ad ASSO ?

Perché siamo affermati e costantemente attivi, credibili e di sincero approccio no profit, per la scoperta e la tutela di ciò “che c’è sotto” i nostri piedi o le nostre acque. Non abbiamo paura a definirci un vero team. Impieghiamo cuore e testa e prevalentemente risorse economiche personali, operando attraverso ricerche ed esplorazioni nei settori dell’archeologia subacquea, delle cavità naturali, artificiali e nelle aree sotterranee sommerse. I risultati ci gratificano e i riscontri sono positivi e, pur nella cronica ristrettezza di risorse economiche, la nostra operazione “conoscenza” prosegue con la dedizione e la determinazione di sempre.  E' proprio alla luce di questo costante impegno che vostro supporto ci gratifica e ci sostiene, integrando le risorse economiche finanziate direttamente dai soci.

Invitiamo quindi chi volesse destinarci il 5 per mille della sua Irpef ad indicare il nostro codice fiscale (92003990584) nella dichiarazione dei redditi (modello Unico o 730) o nella scheda CUD nel riquadro riservato al “Sostegno delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale” Grazie per il vostro tempo e per quanto vorrete suggerirci. Grazie a tutti. Il Team ASSO.


domenica 4 maggio 2014

UNA RIFORMA CHE RIFORMA POCO (articolo estratto dal numero 55-56 della rivista "l'Archeologo Subacqueo")

La riforma del MIBACT appena presentata con un DPCM, dopo il lungo lavoro di riflessione e proposte da parte della Commissione presieduta da Marco D'Alberti, sembra scontentare tutti. Critiche vengono espresse sia dall'interno che dall'esterno del ministero: sul piede di guerra, infatti, sono non solo i sindacati, i funzionari, i dirigenti che vedono in bilico il proprio ruolo, ma anche i docenti universitari, le associazioni culturali e professionali. La riorganizzazione, in realtà, è l'esito delle norme della spending review e dunque si è risolta - e forse non poteva essere diversamente - in una serie di accorpamenti di direzioni generali e di direzioni regionali. È cioè un' operazione di mera razionalizzazione, che rischia di scontentare tutti, sia chi desidera conservare l'attuale assetto, sia chi vorrebbe profondamente innovarlo. Le critiche mosse al decreto colpiscono questo o quell'accorpamento, contestano la perdita di alcune specificità (ad esempio la direzione generale per l'archeologia), individuano.... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO

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