ALBANIA: LA STORIA SOMMERSA

PROGETTO LIBURNA: ARCHEOLOGIA SUBACQUEA IN ALBANIA


Ultimo aggiornamento (giugno 2012): 

Versione completa della relazione sulla campagna di scavo 2010 (divisa in due parti) pubblicata sui numeri 51 e 52 della rivista "L'Archeologo Subacqueo":


 
STORIA E CRONOLOGIA DEL PROGETTO:


Con il 2009 il “Progetto Liburna: archeologia subacquea in Albania” ha compiuto tre anni. E’ dal 2007 che la collaudata partnership tra l’Università degli Studi di Foggia e la A.S.S.O. di Roma si è estesa all’Albania rappresentando un pratico e ripetibile esempio di proficua collaborazione tra Enti, di diversi Stati, e qualificate organizzazioni di volontariato.

Le ricerche archeologiche in Albania sono state avviate, con grande lungimiranza, e condotte sotto la direzione scientifica dell’Università di Foggia e in particolare del Dipartimento di Scienze Umane, nelle persone di Giuliano Volpe (Rettore dell’Università e Direttore del Dipartimento di Scienze Umane) e dei ricercatori Danilo Leone e Maria Turchiano di Foggia, e Giacomo Disantarosa dell’Università di Bari (www.archeologia.unifg.it) La conduzione tecnica è affidata a tecnici della A.S.S.O. (Stefano Barbaresi, Maurizio Bonanni, Gennaro Ciavarella, Massimo D’Alessandro, Fabio Ferro, Mario Mazzoli, Teresa Pilloni, Bernardino Rocchi e Marco Vitelli www.assonet.org ) mentre la rappresentanza locale è assicurata dall’Istituto di Archeologia del Centro Studi Albanologici di Tirana nelle persone di Adrian Anastasi e Afrim Hoti.

L’equipe di ricerca è formata quindi da una ventina di archeologi (ricercatori, dottori di ricerca, dottorandi e studenti delle Università di Foggia e di Tirana) e tecnici subacquei provenienti da Foggia e Roma. Il progetto si avvale del supporto di numerosi partner ed enti promotori tra cui il Ministero per gli Affari Esteri, che lo ha inserito tra i Progetti di Rilevante Interesse Scientifico; l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia; l’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo; l’organizzazione no profit A.S.S.O. di Roma; il Ministero della Cultura Albanese; l’Università di Tirana, la Marina Militare Albanese e la Guardia di Finanza Italiana con il suo Nucleo Frontiera Marittima. Su Mondo Sommerso di Maggio 2010, ora in edicola, troverete la storia, i risultati e le prospettive di questo entusiasmante lavoro di squadra …..

Fondamentale supporto logistico alle campagne di ricerca ed esplorazione è fornito dal Servizio Navale della Guardia di Finanza di stanza in Albania e da anni operativa su questo territorio.



Articoli scientifici e relazioni delle campagne di scavo
pubblicate sulla Rivista "L'Archeologo Subacqueo":




(Rivista Mondo Sommerso - 2010)
    VIDEO delle INTERVISTE:
    Video sul Progetto Liburna estratto dal documentario di Massimo D'Alessandro "ALBANIA, LA STORIA SOMMERSA" (Produzione A.S.S.O.):


    PROGETTO "DEDALO" (esplorazione del relitto della Nave Ospedale PO):

    26 aprile 2009: CONCLUSA LA PRIMA FASE DEL PROGETTO “DEDALO”

    La A.S.S.O., in collaborazione con il Servizio Navale della Guardia di Finanza di stanza in Albania e con Blu Sub di Tirana, ha esplorato il relitto della PO, nave ospedale Italiana silurata dagli Swordfish inglesi nel marzo del 1941. L’esplorazione ha consentito ai tecnici della A.S.S.O. di penetrare negli ambienti interni dei ponti inferiori, della sala macchine, della sala operatoria, nell’officina e in diversi altri ambienti di interesse storico e documentaristico. 
    Articoli e rassegna stampa:



    Video sull'esplorazione della Nave Ospedale PO estratto dal documentario di Massimo D'Alessandro "ALBANIA, LA STORIA SOMMERSA" (Produzione A.S.S.O.):

     


    Il 5 agosto 2009 alle ore 23.30 su RAI 2 è andato in onda uno SPECIALE TG2 DOSSIER sull'esplorazione della Nave Ospedale PO compiuta nel mese di Aprile nella baia di Valona, in Albania, dalla A.S.S.O. e dalla STUDIO BLU PRODUCTION in collaborazione con il Servizio Navale della Guardia di Finanza.

    A QUESTO LINK E' DISPONIBILE IL VIDEO INTEGRALE DELLO SPECIALE TG2DOSSIER

    Oltre al prezioso supporto della  GUARDIA DI FINANZA (www.gdf.it), offerto attraverso la disponibilità di Unità Navali e del Nucleo Sommozzatori di Bari,  sono intervenuti a supporto della missione: 



    Il team era composto da:  
    • A.S.S.O.: Stefano Barbaresi, Gennaro Ciavarella, Massimo D'Alessandro, Fabio Ferro, Pasquale Macchiarulo, Mario Mazzoli, Maria Teresa Pilloni, Bernardino Rocchi, Marco Vitelli
    • RAI 2: Massimiliano Baiocchi, Ulderico Piernoli, Fabrizio Silani
    • GUARDIA DI FINANZA (Nucleo di Frontiera Marittima in Albania): Colonnello Cosimo Serra, Maggiore Giampiero Carrieri, Luogotenente Stefano Berrè, Appuntato Antonio Quaranta
    • GUARDIA DI FINANZA (Nucleo Sommozzatori di Bari): Gianluca Ammirabile, Gaetano Di Salvo, Stefano Pagano, Antonio Pagliara
    • BLU SUB DI TIRANA: Arian Gace, Igli Pustina, Devis Ziso

    Dalla foto, scattata “al volo” durante le operazioni, mancano alcuni componenti del team e in particolare:
    il Colonnello Serra e  il Maggiore Giampiero Carrieri, i tecnici ASSO  Stefano Barbaresi e Pasquale Macchiarulo, il giornalista Ulderico Piernoli e il cameraman Fabrizio Silani della RAI, il biologo Arian Gace di Blu Sub Tirana.

    Grazie alla competenza speleosubacquea del team e all’impiego di respiratori a circuito chiuso HBT Voyager è stato possibile documentare attraverso fotografie e riprese video il relitto che sarà oggetto del documentario “Albania: la storia sommersa” per la regia di Massimo D’Alessandro. Data la notorietà del Team e la valenza storica delle esplorazioni, la spedizione è stata seguita per tutta la durata delle operazioni da una troupe di RAI 2 che, tra le diverse iniziative, dedicherà uno SPECIALE TG2 Dossier alla storia delle “navi bianche” e alla esplorazione della PO.
    Nel corso delle operazioni è stato effettuato anche un tentativo di immersione nella sorgente carsica dell’Occhio Blu, in prossimità di Saranda, per un sopralluogo preliminare ad una esplorazione in grande stile e per documentarne gli aspetti dimensionali. Il cospicuo flusso idrico, stimato in una portata di circa 10/11 mc sec, ha però reso impossibile la penetrazione “sparando” via gli speleosub dall’ingresso. Sopralluoghi effettuati nello stesso periodo in località Argirocastro hanno portato alla identificazione di una grotta il cui lago interno sarà oggetto di ricerche del team nell’estate, quando si tenteranno nuove immersioni nell’Occhio Blu.