giovedì 17 agosto 2017

Il mare riscrive la storia e sposta la prima guerra punica (di Fabio Pozzo da "La Stampa")

Ecco il rostro della prua di una nave romana che stabilisce a Levanzo e non a Favignana la battaglia decisiva delle Egadi del 241 Ac. 

Il soprintendente Tusa: “C’è anche una parte lignea che consentirà di scoprire come era stata costruita l’unità da guerra” È stato come se si fosse aperto un nuovo libro di storia. Quando il rostro è emerso dal mare, la cronaca della battaglia navale chiave della prima guerra punica, che chiude lo scontro ultraventennale tra Roma e Cartagine e che cambierà il destino della Sicilia e del Mediterraneo, ha fatto un passo in avanti verso la verità. 

 Siamo a Levanzo, la più piccola delle isole che compongono l’arcipelago delle Egadi, al largo delle coste occidentali della Sicilia. Qui, nel blu, la Soprintendenza del mare della Regione Siciliana, insieme con la Rpm Nautical Foundation, finanziata dal mecenate George Rabb, un uomo d’affari americano che possiede centinaia di immobili a Manhattan, sta conducendo una campagna di ricerca sulla celebre battaglia navale delle Egadi del 10 marzo 241 a. C.. 

Ricerca che proprio in queste ultime ore ha riportato alla luce da un fondale di 80 metri, a Nord-Ovest dell’isola, un rostro - una sorta di «becco» che veniva installato sulla prua delle navi allo scopo di offendere, sfondare lo scafo delle unità nemiche - che ha una peculiarità unica. «Al suo interno c’è ancora la parte lignea della prua che lo sorreggeva. 

Una scoperta notevole, che consentirà di sapere finalmente qualcosa di più sulle navi da guerra romane, tuttora ancora poco conosciute», spiega il soprintendente del mare Sebastiano Tusa ..... CONTINUA A LEGGERE SU LASTAMPA.IT

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