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venerdì 23 marzo 2012

Servizio su TG3Lazio "Buongiorno Regione" del 23 /03/2012

Intervista di Alfredo Di Giovampaolo del TG3 Lazio a Mario Mazzoli, Direttore Generale A.S.S.O. Onlus, sulle attività di archeologia subacquea in corso nei fondali del litorale di Civitavecchia in collaborazione con la Sopreintendenza Archologica dell'Etruria Meridionale e la Guardia di Finanza.


giovedì 15 marzo 2012

Relazioni e foto dei Cenote dello Yucatan (Reports and photos of Cenote Yucatan)

Sul sito speleosubtek.it dell'amico Attilio Eusebio sono presente alcune importanti relazioni e della gallerie fotografiche della loro recente spedizione esplorativa negli affascinanti cenote della penisola dello Yucatan, in Messico. - On web site speleosubtek.com (from our friend Attilio Eusebio) are present some important reports and photo galleries of their recent exploratory expedition in the fascinating cenotes of the Yucatan Peninsula, Mexico... ACCEDI ALLA PAGINA COMPLETA (SEE AND READ MORE)

giovedì 1 marzo 2012

dal 2 marzo: Mostra “Le navi scomparse- Archeologia subacquea nella marina di Arbus - I relitti di Pistis”

Mostra temporanea curata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari ed Oristano - Settore Archeologia Subacquea: conservazione e restauro - in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Arbus. - da venerdì 2 marzo 2012 a sabato 2 marzo 2013

Sui fondali della Costa Verde, nello specchio di mare di Pistis, sono stati ritrovati tre relitti e abbondanti reperti, ciò che resta di naufragi o eventi bellici. In particolare: nove cannoni su un galeone spagnolo del 1.600, sette monete d'argento coniate in Messico, cinque di 8 real ciascuno e le altre di 2 real, numerosi lingotti di piombo, anfore per l'olio, ancore e piccoli suppellettili di origine romana. Resti di inestimabile valore che, a partire da venerdì, troveranno posto ad Arbus, nelle vetrine del Montegranatico, dove sarà allestita una mostra temporanea.

LA SCOPERTA È avvenuta nell'ambito del progetto di valorizzazione dei siti sommersi di Pistis, finanziato con 250 mila euro dalla Regione e realizzato dalla Soprintendenza per i Beni archeologici di Cagliari e Oristano. «Da più di un anno», spiega il responsabile della ricerca scientifica e curatore della mostra, Ignazio Sanna, «lavoriamo al recupero dei reperti. Tutto ha avuto inizio dal ritrovamento dei cannoni da parte della Capitaneria di porto di Oristano. Primo passo: trasportarli a terra per lo studio, conservazione e valorizzazione. Ma non appena i pezzi sono stati liberati dalla sabbia che li copriva, una forte mareggiata li ha sommersi ancora una volta. Difficile pensare di ripetere l'operazione in un tratto di mare esposto al maestrale. Occorre trovare soluzioni alternative». I subacquei si sono allora concentrati sugli altri reperti, con la sorpresa di trovare a soli due metri di profondità, un tesoro nascosto.

LE RICERCHE Il sito fa pensare che siano presenti altri oggetti importanti, forse anche interi carichi di imbarcazioni naufragate. «Alla luce di questi ritrovamenti», spiega l'assessore alla Cultura, il vice sindaco Gianni Lampis, «è probabile che i controlli nelle nostre acque si facciano più intensi. L'obiettivo è valorizzare l'archeologia subacquea e mineraria insieme, tramite una rete di esposizioni museali. La mostra, che durerà almeno 12 mesi, potrà essere l'occasione per riportare a casa Beniamino ed Amanda, i primi scheletri rinvenuti proprio sulla Costa Verde, assieme all'ulteriore scoperta dei resti umani di Amsicora, che risale allo scorso ottobre». E fra gli impegni della Giunta c'è la collaborazione con le scuole del Campidano, con l'invito agli alunni di osservare i fondali marini della Provincia, ricchi di storia e di un patrimonio da valorizzare.

(Fonte: L'Unione Sarda del 28.02.2012 articolo di Santina Ravì)

Cagliari: Le stive e gli abissi. L’archeologia e i mari della Sardegna in mostra a Cagliari e a Oristano

È stata inaugurata il 18 febbraio la mostra “Le stive e gli abissi”, progetto scientifico organizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano che intende valorizzare le numerose scoperte dell’archeologia subacquea sarda; dedicata al tema del mare, sin dalla preistoria importante via di scambio e di contatto tra la Sardegna e le grandi civiltà del Mediterraneo, la mostra è aperta al pubblico dal 18 febbraio al 13 maggio 2012.

Due le sedi dell’allestimento: ad Oristano nell’Antiquarium Arborense e a Cagliari nel Ghetto della città. Il coordinamento tra le due sezioni espositive ha permesso la realizzazione di un unico ampio racconto diacronico sul tema del mare, arricchito dalle proiezioni di filmati subacquei e tre brevi documentari. Il suggestivo percorso espone al pubblico oltre 350 reperti rinvenuti dalla Soprintendenza Archeologica negli ultimi 15 anni, provenienti da 15 contesti archeologici subacquei nell’area marina. In occasione della mostra al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari è stato allestito un settore subacqueo dal titolo "Nel blu".

Tra i numerosi manufatti archeologici in esposizione si menzionano: un modello di nave romana repubblicana, che conserva il proprio carico originale di anfore, la testa del Satiro in terracotta, documento della coroplastica di età ellenistica trovato nella laguna di Santa Giusta, il tesoretto di sesterzi in oricalco del porto di Cagliari e alcune imponenti riproduzioni lignee di una piroga neolitica monossile.

Particolare attenzione è stata riservata ad alcune categorie speciali di visitatori, come i non vedenti e gli ipovedenti, ai quali è offerto un percorso di visita ideato e curato ad hoc, perfezionando così un modello di fruizione altamente interattivo ed innovativo. Integrandosi con le offerte culturali delle città capoluogo, il progetto si pone in una più ampia ottica di valorizzazione dei beni e dei patrimoni della Sardegna, tesa a creare un sistema culturale unitario, sia a livello civico, attraverso il collegamento delle mostre con i più importanti centri espositivi cittadini, sia a livello regionale, grazie alla creazione di un circuito di visita in grado di generare percorsi virtuosi di fruizione integrata del territorio e del suo patrimonio.
L’obiettivo di dare origine ad un sistema museale e archeologico integrato prende dunque le mosse dall’organizzazione della mostra “Le stive e gli abissi”, che intende rappresentare una significativa attrazione culturale ed un’importante risorsa per lo sviluppo delle attività culturali e didattiche del territorio sardo.