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giovedì 18 gennaio 2018

Scoperta in Messico la grotta allagata più lunga al mondo: 347 chilometri di reperti archeologici (da LA STAMPA)


In Messico, nella penisola dello Yucatan, è stata scoperta la grotta allagata più «lunga» al mondo. Almeno, è quello che sostengono i sommozzatori del Great Maya Aquifer Project che hanno scoperto un passaggio naturale che unisce due cave che sino ad ora si pensavano indipendenti. Un varco strettissimo, in cui i sub sono passati togliendosi le bombole dalle spalle, grazie a cui si crea un’unica lunghissima grotta subacquea di 347 chilometri. Avete letto bene, più della distanza che c’è fra Torino e Bologna.

La «nuova» grotta da record si trova a Tulum e unisce Sac Actun (quella che fino ad oggi veniva considerata la più lunga del mondo) con il cenotes Dos Ojos. Per «mapparla» integralmente, il team ha lavorato per oltre dieci mesi, con quotidiane immersioni subacquee e lunghi lavori di ricerca speleologica.

Secondo le regole della speleologia, quando due sistemi di grotte sono collegati, la grotta più grande «assorbe» la più piccola, quindi il nome di quest’ultima scompare. Così, il Sac Actun System è ora considerato il più grande del mondo. E vista la presenza di altre grotte subacquee nelle vicinanze, non è da escludere che la sua lunghezza potrebbe ancora aumentare.

Secondo il Quintana Roo Speleological Survey, solo nel nord di Quintana Roo ci sono 358 sistemi di grotte sommerse, che rappresentano ..... CONTINUA A LEGGERE SU LASTAMPA.IT

giovedì 11 gennaio 2018

Pavlopetri, la città inabissata del Peloponneso (da Liguria Nautica)

Nel mar Egeo, tra la Grecia e l'isola di Cervi, gli archeologi hanno scoperto i resti di una civiltà antecedente ai miti omerici  (di Riccardo Bottazzo)

Una città perduta in fondo al mare. Una città con tanto di case, strade, palazzi. Una città che risale ad una remota civiltà, tanto lontana nel tempo da essere stata dimenticata anche dai nostri miti più antichi. Quanti libri, film o fumetti ci hanno appassionato e regalato emozioni seguendo questa traccia narrativa? Il mito dell’Atlantide sommersa risale agli albori della civiltà dell’uomo e si sempre è rivelato un fertile terreno per l’immaginazione di innumerevoli romanzieri, sceneggiatori, disegnatori, registi.

Così è stato e, probabilmente, sempre sarà, dai tempi di Gilgamesh a quelli di Steven Spielberg. Ma davvero si tratta solo di poetiche fantasie? Ebbene no! Le città perdute, inghiottite dal mare e recentemente scoperte grazie alle nuove potenzialità dell’archeologia subacquea, esistono davvero. E la più famosa e ben conservata di tutte è proprio nel nostro Mediterraneo, nei mari di Grecia. Il suo vero nome, nessuno lo sa. Gli archeologi la chiamano Pavlopetri.

Più esattamente Pavlopetri – che in greco significa Paolo e Pietro – è il nome della semisconosciuta isoletta che sorge vicino al ritrovamento. Siamo ad un tiro di schioppo dalla costa di Pounta, il bordo più meridionale del “dito” più a sud di quella bizzarra penisola, i cui contorni sembrano ..... CONTINUA A LEGGERE SU LIGURIA NAUTICA

martedì 9 gennaio 2018

PRONTI A SALPARE. PRESENTATA LA RETE CHE RIUNISCE I MUSEI DEL MARE E DELLA MARINERIA D’ITALIA (da EXIBART.COM)

Il Museo Navigante è ormai pronto a issare la vela e a salpare. Sarà presentata oggi, a Roma, la nuova piattaforma che riunirà tutti i 58 musei del mare e della Marineria d’Italia, fortemente voluta dal Mu.MA-Galata di Genova, dal Museo della Marineria di Cesenatico, dall’associazione La Nave di Carta della Spezia e dall’AMMM-Associazione Musei marittimi del Mediterraneo.

Questa rete virtuale valorizzerà il variegato patrimonio storico, archeologico, cantieristico ed etnografico delle strutture pubbliche e private accomunate dal racconto di tutto ciò che riguarda il tema della navigazione e diffuse lungo la Penisola, musei come il Galata di Genova, il più grande dell'area del mar Mediterraneo e uno dei più moderni d'Italia, inaugurato nel 2004, su progetto di Guillermo Vázquez Consuegra, come il Museo della Marineria di Cesenatico, unico museo galleggiante esistente in Italia, che ha sede nel tratto più antico e caratteristico del porto canale della città dell’Emilia Romagna., ..... CONTINUA A LEGGERE SU EXIBART.COM


venerdì 29 dicembre 2017

Nardò, inaugurato finalmente il Museo del Mare antico: la prima pietra fu posata 35 anni fa

Esposti importanti reperti di età romana, provenienti da indagini archeologiche effettuate nel mare e lungo la costa salentina: c'è anche la dotazione di bordo del relitto di una nave romana.

LECCE - Apre il 30 dicembre a Nardò il Museo del Mare antico, la cui prima pietra è stata posata nel 1982. Dopo quello della preistoria, si tratta del secondo museo archeologico in città città. Al suo interno saranno esposti importanti reperti di età romana, provenienti da indagini archeologiche effettuate negli anni nel mare e lungo la costa di Nardò.

Ospiterà un nucleo dedicato all'esposizione del carico e della dotazione di bordo del relitto della nave romana di Punta dell'Aspide e un nucleo dedicato al sito romano del Frascone nel quale saranno illustrate l'organizzazione e le fasi di frequentazione del sito, che in età repubblicana è stato occupato da una villa e in età imperiale da un villaggio di pescatori e ..... CONTINUA A LEGGERE SU LAREPUBBLICA.IT

lunedì 25 dicembre 2017

Ricco calendario di eventi per la mostra "NEL MARE DELL'INTIMITA''" a Trieste dal 17 dicembre 2017 al 1° maggio 2018

Saranno 20 gli appuntamenti culturali che accompagneranno tutto il periodo di apertura della mostra "Nel mare dell'intimità. L'archeologia subacquea racconta l'Adriatico", organizzata dal Servizio di formazione, catalogazione e ricerca dell'ERPAC e dal Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura, fino al 1° maggio 2018 al Salone degli Incanti.

A cura di Bonawentura Coop. soc Il Miela, Pietro Spirito e Rita Auriemma, gli appuntamenti aiuteranno i visitatori ad avere una visione più completa delle tante storie che emergono dai temi dell'esposizione. Suddivisi in conferenze, docu-film, spettacoli e concerti, avranno luogo al Salone degli Incanti (con inizio alle 18), al Museo Revoltella (dalle ore 17) e al Teatro Miela (dalle ore 20.30).

Si parte subito dopo Natale, mercoledì 27 dicembre alle ore 17 all’Auditorium del Museo Revoltella, con lo spettacolo La cameriera del Rex di Pietro Spirito, con Sara Alzetta e le musiche di Francesco De Luisa, che racconta la storia di Alice imbarcata come cameriera sul Rex sin dal suo viaggio inaugurale e di come la vita a bordo del transatlantico non sia così scintillante come la propaganda di regime vuole far credere.

Dal 4 gennaio ci si sposta al Salone degli Incanti con la proiezione del documentario Fortuna Maris. Il mistero di un naufragio di Adolfo Conti, un racconto della vita a bordo di una nave romana, quella ritrovata a Valle Ponti presso Comacchio, che rivela aspetti poco noti della marineria di duemila anni fa. L'11 gennaio la curatrice della mostra Rita Auriemma ci porterà "sott'acqua" alla scoperta dell'intimo mare Adriatico, il 18 gennaio Ida Koncani Uhać e Marko Uhać del Museo Archeologico dell’Istria di Pola racconteranno al pubblico il relitto di Zambratija, la barca cucita più antica del Mediterraneo, ritrovata in Istria e risalente all'età del Bronzo (circa 3200 anni fa), il 23 gennaio ci sarà una conferenza sul relitto di Grado, oggetto di otto campagne di scavo che hanno portato al recupero del carico e dello scafo, con Rita Auriemma e Dario Gaddi. E ancora: il 26 gennaio la conferenza Il ritorno del marinaio di Franz Von Suppé, appuntamento "musicale" con Adriano Martinolli D’Arcy, il musicologo Marco Maria Tosolini, M° Petar Kovaćić, Peter Ghirardini, Luca Bellinelllo e Michela Cattaruzza, Alberto Cattaruzza, Renzo de Vidovich e il 1 febbraio il documentario Trincee del mare - La Grande guerra nel Nord Adriatico, di Pietro Spirito e Luigi Zannini, produzione Rai Fvg, un viaggio sott'acqua alla scoperta di episodi in gran parte dimenticati della Grande guerra sul mare.

Il 7 febbraio al Teatro Miela si terrà l'evento dedicato a Pedrag Matvejević, nel primo anniversario dalla morte, con Filippo Borghi, Fuad Ahmadvand al Santur e la regia di Mila Lazić: lo spettacolo Breviario Mediterraneo dove le parole di Matvejević si intrecceranno con la Polifonia mediterranea, un’installazione acustica composta da più voci nelle lingue del mondo in cui il libro è stato tradotto. Gli altri appuntamenti al Miela: il 9 marzo con Il Milione ovvero il Libro delle Meraviglie, un concerto spettacolo di La Reverdie e la voce di David Riondino, e il 17 aprile In viaggio sul Rex, ricostruzione dell’atmosfera musicale che si respirava quando si viaggiava sul Rex attraverso l’esecuzione di alcuni brani originali e danze in voga negli anni ’30 con La Big Band diretta dal Mo Davanzo e la partecipazione di Pietro Spirito.

Il calendario prosegue al Salone degli Incanti: il 15 febbraio con le affascinanti storie de La Gagliana Grossa, storia del relitto di Gnalić con Irena Radić (Università di Zadar); il 22 febbraio La nave dolce di D. Vicari, un documentario sulla nave albanese Vlora, che giunse nel porto di Bari nel 1991 con ventimila persone, presentato da Nicolò Carnimeo. Il 1 marzo Il relitto del Mercure e la battaglia di Grado, il 6 marzo USKOK Storia degli Uscocchi, il 15 marzo Il relitto di Sveti Pavao con Carlo Beltrame (Università Ca’ Foscari) e Igor Miholijek (Croatian Conservation Institute), il 22 marzo Il progetto Liburna con Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Danilo Leone e Maria Turchiano (Università di Foggia), il 29 marzo, all’ Auditorium del Museo Revoltella, spettacolo Viribus Unitis, un jazz reading incalzante e surreale che rispolvera la figura di Raffaele Rossetti, il 5 aprile la conferenza di Tullia Catalan Trieste Porta di Sion e il 12 aprile il documentario I segreti del Golfo, produzione Rai Fvg e regia di Luigi Zannini.

Dal 4 gennaio, un'ora prima di ogni evento collaterale, la curatrice della mostra Rita Auriemma effettuerà una visita guidata gratuita. Gli eventi al Museo Revoltella e al Salone degli Incanti sono a ingresso gratuito. Gli spettacoli al Miela avranno un biglietto di 8€, ma per i possessori del biglietto della mostra (previa prenotazione alla biglietteria del Teatro) saranno gratuiti. Per chi invece sceglierà di partecipare prima a uno degli spettacoli al Miela, con il biglietto avrà un ingresso ridotto alla mostra.

Info: +39 040 365119 - teatro@miela.it

mercoledì 20 dicembre 2017

QUANDO COMPETENZA, RICERCA E PASSIONE SI FONDONO... "NAVIGANDO VERSO AENARIA. UN'AVVENTURA NELLA STORIA"

Alessandra Benini e Delia Lo Iacono propongono una nuova avventura di Musculus, il topolino Spagnolo che, arrivato a Pozzuoli su una nave oneraria, prosegue la sua avvenuta fino ad Ischia. Un modo avvincente e accattivante per avvicinare i bambini alla storia della navigazione antica.

Testi di Alessandra Benini Illustrazioni di Delia Lo Iacono

I due protagonisti di questa avventura, Musculus ed Iulius Aenarius, sono naturalmente frutto della fantasia ma rappresentano il filo conduttore di un racconto sulla storia di Ischia che si basa, anche nei dettagli, su notizie storiche certe e sui dati archeologici raccolti nel corso degli scavi subacquei condotti nella baia di Cartaromana.

Il commercio con la penisola iberica è documentato dal ritrovamento di ceramiche tipiche di quella zona e soprattutto dei lingotti di piombo provenienti dalle miniere di Carthago Nova; l’importazione di galena e la presenza di molti scarti di fusione della lavorazione del piombo fanno presupporre la presenza nell’isola di fonderie; il ritrovamento di lingotti e frammenti di imbarcazioni fanno ipotizzare il naufragio di una o più imbarcazioni che ne curavano il trasporto.

Il ritrovamento di colonne, tessere di mosaico, tegole e mattoni documentano la presenza di un abitato in prossimità della zona portuale, costituita quest’ultima da una banchina di attracco realizzata gettando il conglomerato cementizio all’interno di casseforme lignee. Infine altri resti di strutture murarie, più lontani dal porto, ci indicano che l’abitato era composto forse anche da ville residenziali, con giardini e ninfei. La ricostruzione dell’insenatura, come descritta nel racconto, con la catena di scogli che chiude la baia proteggendola ancora di più dai venti di levante, è stata dedotta dall’analisi del fondale e dallo studio dell’attuale profondità di ciascuna struttura antica individuata. Ne risulta che, in seguito ai fenomeni vulcanici e bradisismici che hanno interessato l’isola, il livello del mare, dall’età romana ad oggi, è aumentato di circa sei metri. Sicuramente la prosecuzione delle ricerche potrà aggiungere nuovi dettagli per una ricostruzione del paesaggio antico sempre più attendibile e magari dare vita ad una nuova avventura di Musculus.



ALESSANDRA BENINI, archeologa subacquea dal 1986, ha seguito numerosi progetti di studio e scavo in siti sommersi, tra cuiMiseno, Baia, Bacoli, Pozzuoli, Ischia, Napoli, Sorrento, S.Marco di Castellabate, e nei relitti di Montalto di Castro, Punta Licosa, Gela I, come consulente per le rispettive Soprintendenze Archeologiche con il ruolo di responsabile scientifico di cantiere.È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche attinenti le ricerche effettuate e ha insegnato archeologia subacquea presso l’Università della Calabria. Dal 2011 segue gli scavi archeologici nel sito sommerso di Aenaria nella baia di Cartaromana (Ischia) e le connesse attività di turismo culturale organizzate da Marina di Sant’Anna del progetto “Navigando vero Aenaria” che le hanno ispirato la nascita e le avventure di Musculus.

DELIA LO IACONO si laurea nel 1991 presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo - sezione Pittura e nel 1994 segue un corso professionale per “Operatore Tecnico Subacqueo Archeologico”.Negli anni a seguire partecipa al progetto “Porti e approdi nell’antichità dalla preistoria all’Alto Medioevo” dove conosce Alessandra Benini e si instaura un rapporto di amicizia e collaborazione professionale, curando la documentazione grafica di scavi archeologici terrestri e subacquei nei cantieri di Bacoli, Miseno, Sorrento, S.Marco di Castellabate e nei relitti di Punta Licosa, di Gela I.Nel 2014 realizza un acquerello destinato al Museo Civico di Aenaria con una ideale ricostruzione della Baia di Cartaromana in età romana e ha curato le illustrazione dei primi due volumi della collana “Navigando verso Aenaria”.

martedì 19 dicembre 2017

“Nel mare dell’intimità” le storie dell’Adriatico (da IlPiccolo di Trieste)


Inaugurata al Salone degli Incanti la mostra incentrata sull’archeologia subacquea. La curatrice Auriemma sottolinea il «contributo corale della comunità scientifica» 
di Giulia Basso

TRIESTE. La metamorfosi è avvenuta e il Salone degli Incanti, grazie all’allestimento dell’architetto Giovanni Panizon, si è trasformato in un grande fondale marino, per raccontare al pubblico attraverso mille reperti la storia del mare Adriatico dall’antichità ai nostri giorni. È stata inaugurata ieri la mostra “Nel mare dell’intimità”, che per la prima volta con un’esposizione di duemila metri quadrati narra al pubblico, con gli occhi dell’archeologia subacquea, le tante vicende di uomini e merci che si sono giocate su questo mare e lungo le sue coste, in un’ideale e diacronica veleggiata attraverso i secoli e i paesaggi costieri in continua evoluzione.

«Abbiamo tentato di raccontare in questa mostra le mille e una notte dell’Adriatico – spiega la curatrice Rita Auriemma –, quel rosario di racconti e storie custodito nei secoli nelle profondità del nostro mare. Dietro questa esposizione c’è un afflato comune, non a caso per titolarla abbiamo usato la poetica espressione del compianto Predrag Matvejevic: se gli oceani sono i mari delle distanze e il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è addirittura il mare dell’intimità.

E Trieste, che è nell’intimo seno dell’Adriatico, si prestava a raccogliere questi racconti e a ricantarli assieme. Grazie al contributo generosissimo e corale di una comunità scientifica che a volte lavora prima e meglio della comunità politica questo patrimonio sommerso ..... CONTINUA A LEGGERE SU IL PICCOLO DI TRIESTE

giovedì 14 dicembre 2017

LIBRO: Nos flumina arcemus, derigimus, avertimus. Canali, lagune, spiagge e porti nel Mediterraneo antico (di Enrico Felici, EdiPuglia editore)

Sui sistemi idrografici si sono basate la vita, le economie e le culture dell’antichità; lo testimoniano gli sforzi per adattarli alle necessità umane: attività che erano praticate molto più intensamente di quanto oggi sia possibile percepire. il ventaglio di interventi che si potevano effettuare sui corsi d’acqua era in effetti molto ampio, ben più di quanto lasci intendere la frase di Cicerone presa a prestito per il titolo di questo libro: Non flumina arcemus, derigimus, avertimus. Le azioni antiche sulla rete idrografica, basate sullo scavo di canali artificiali, spaziano infatti dalle deviazioni fluviali, a scopo civile o bellico, al collegamento con il mare per coltivare le lagune costiere, ai sistemi di irrigazione, ai canali asserviti agli insediamenti urbani, fino alle ‘autostrade sull’acqua’ e al taglio degli istmi, realizzati o solamente progettati da monarchi e imperatori.

Nell’individuare le tracce di queste infrastrutture, è necessario il concorso della prospezione archeologica e – soprattutto – delle fonti letterarie ed epigrafiche: si compone così un quadro, geograficamente ampio e distribuito su un lunghissimo periodo, di cui il libro offre una panoramica che prende in esame l’Egitto, la Mesopotamia e l’Europa, che si spinge fino alle soglie del Medioevo, con qualche richiamo al Rinascimento.

Il volume nella prima parte presenta alcuni appunti sulle metodologie di ricerca, poi alcune distinzioni tipologiche sulle infrastrutture idroviarie, sulla loro distribuzione e le diverse applicazioni. Seguono delle notazioni sulle implicazioni tecniche, gli aspetti sociali e i contenuti ..... CONTINUA A LEGGERE E ACQUISTA IL LIBRO SU EDIPUGLIA