mercoledì 2 settembre 2015

Libro "PAESAGGIO DI PIETRA. GLI INSEDIAMENTI RUPESTRI DELLE SERRE SALENTINE" di Stefano Calò

“Le pietre sono vive. Sono le pagine di un libro, di un romanzo. Raccontano storie: le storie degli uomini. Osservandole possiamo scorgere significati che vanno oltre la materia di cui è fatta la pietra”.  

L’autore introduce così la sua opera. Stefano Calò è un giovane archeologo salentino che ha attentamente indagato gli insediamenti rupestri che caratterizzano la Puglia, in generale, ed in particolare la zona del Salento. Il rapporto fra l’uomo e la pietra risale agli albori della storia. Utilizzata per cacciare e creare utensili, simulacri e opere d’arte. Dove i fattori geologici favorivano la presenza di grotte e caverne l’uomo ha saputo trarne vantaggio sfruttando inizialmente l’ambiente grotta come rifugio e dimora e successivamente considerandolo una rappresentazione simbolica legata a culti e misticismi. Il fenomeno del vivere in rupe si manifesta non solo durante la Preistoria e il Medioevo, ma anche in periodi più tardi come le fasi post-medievali, nelle quali, benché il vivere in grotta fosse divenuto sempre più marginale, continuò a esistere, associandosi in alcuni casi alle architetture di sottrazione e a quelle realizzate in elevato. Con il passare del tempo l’ambito sotterraneo ha assolto a funzioni sempre più complesse ed articolate, che hanno portato alla creazione di vere e proprie città scavate nella roccia e complessi monastici che ben poco avevano da invidiare alle architetture costruite in elevato. 

Nel volume l’autore descrive come si è sviluppato questo fenomeno all’interno di alcuni insediamenti facenti parte di un comprensorio territoriale fortemente caratterizzato dal punto di vista archeologico. La speleologia in cavità artificiali, indagando le strutture sotterranee artificiali di interesse storico ed archeologico, riserva particolare interesse per gli insediamenti rupestri perché in tali ambiti appaiono ancora evidenti le tecniche con le quali l’uomo ha superato le innumerevoli difficoltà di adattamento (ad esempio scarsità di acqua, necessità di difendersi dagli attacchi nemici, verticalità dell’insediamento che non favoriva le colture, ecc.). 

Anche per questo le Associazioni speleologiche di riferimento nello studio delle cavità artificiali hanno accolto con grande interesse il lavoro di Stefano Calò, che ha ottenuto i patrocini da: Società Speleologica Italiana – Commissione Nazionale Cavità Artificiali, Federazione Hypogea (A.S.S.O., Egeria Centro Ricerche Sotterranee e Roma Sotterranea), Federazione Speleologica Pugliese. 

Il volume è edito dalla Arbor Sapientiae Editore S.r.l., Roma, www.arborsapientiae.com 

mercoledì 5 agosto 2015

"Visita Speleoturistica" - Speleoturismo & Canyoning

La visita speleoturistica, unica nel suo genere nella regione Lazio e nell'Italia centrale, è facilmente praticabile quasi a tutti coloro che abbiano un minimo di agilità atletica; si offre la possibilità di ammirare un'ampia parte del nostro complesso ipogeo attivo grazie a due percorsi : A e B 

 "L'attività, prevalentemente estiva, da maggio a settembre, è possibile anche nel periodo invernale, ma occorre la muta intera e attento controllo della situazione meteorologica" Data la ricchezza di acqua in inverno risulta essere una avventura da canyonig sotterraneo 

Percorso A (Azzurro): Le Marmitte dei giganti, La Cascata, La Rapida, Il Salone della spiaggia, Moby Dick, I Meandri abbandonati. - Durata oltre 2 ore, minimo 4 persone

Percorso B ( Verde ): Le Marmitte dei giganti, La Cascata, La Rapida, Il Salone della spiaggia, Moby Dick, I Meandri abbandonati, Le Forre, Il Ponte sospeso, La Medusa, Il Lago lungo. Durata oltre 3 ore, minimo 2 persone

Per tutte le informazioni collegarsi al seguente sito: 
http://www.grottedifalvaterra.it/speleoturismo_15.html

martedì 4 agosto 2015

Archeologia Subacquea e Tecnologia: una riflessione (dalla rivista "L'Archeologo Subacqueo")


Albert Einstein ha scritto: "un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno". questa riflessione potrebbe riguardarci: l'archeologia subacquea è ormai permeata in tutte le sue fasi dell'apporto tecnologico. L'autorespiratore ad aria, la sorbona, la stessa imbarcazione, la macchina fotografica, il computer, ecc., fanno ormai parte integrante dlle dotazioni tecnologiche degli archeologi subacquei. alcuni di questi mezzi tecnologici sono ormai acquisiti; altri si affacciano solo ora, imponendosi per i progressi della tecnica e per la riduzione dei costi di utilizzo...... CONTINUA QUI A LEGGERE A LEGGERE L'ARTICOLO

sabato 1 agosto 2015

venerdì 7 agosto, Castello di Santa Severa (RM): Conferenza: “L’antico emissario sotterraneo del Lago Albano: recenti esplorazioni speleologiche e speleosubacquee” di Mario Mazzoli

Castello di Santa Severa (RM) - Museo del Mare, Cortile delle Barrozze
Venerdi 7 agosto, ore 21,15
“L’antico emissario sotterraneo del Lago Albano: recenti esplorazioni speleologiche e speleosubacquee”
Mario Mazzoli (A.S.S.O. Onlus, HYPOGEA Federazione) 

L’emissario del lago di Albano (o di Castel Gandolfo) è il più noto fra le molte strutture di regimazione dei laghi vulcanici dei Colli Albani ed è anche l’unico citato da fonti storiche (Tito Livio V, 15; Dionigi d’Alicarnasso I, 66 e Piranesi). La tradizione storica colloca l’emissario di Albano tra i più arcaici reperti documentati dell’opera cunicolare romana, secondo solo alla costruzione della Cloaca Massima. Ma non mancano ipotesi che attesterebbero la realizzazione dell’emissario in epoca ancora più antica (V. Castellani, 1999). 



Nell’agosto 2013 «Hypogea», la Federazione dei gruppi speleologici del Lazio per le cavità artificiali, ha varato ufficialmente il «Progetto Albanus», con l’obiettivo di tentare la completa esplorazione speleologica e speleo-subacquea dell’antico emissario. Il progetto, condiviso con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e l’Ente Parco Castelli Romani, si svilupperà nei prossimi tre anni attraverso studi di dettaglio per verificare lo stato attuale dell’opera e soprattutto per ottenere un rilievo topografico della struttura con moderna strumentazione, per acquisire la documentazione fotografica e filmata ed effettuare le necessarie analisi ambientali per valutare la possibilità di un intervento – almeno parziale – di bonifica del condotto, finalizzato alla tutela del sito e a fornire suggerimenti in ordine alla sua successiva valorizzazione


martedì 28 luglio 2015

Conferenza stampa di presentazione della mostra "Navalia: potenza e tecnologia della flotta Romana"

Giovedì 30 luglio alle ore 11.00, presso la sede dell'Autorità Portuale di Civitavecchia (Molo Vespucci, porto di Civitavecchia) si terrà la conferenza stampa di presentazione della mostra "Navalia: potenza e tecnologia della flotta Romana" attualmente in corso presso i Magazzini Romani del porto turistico di Civitavecchia.


lunedì 20 luglio 2015

Disponibile presso Gangemi Editore il volume "GANDHARA. TECNOLOGIA, PRODUZIONE e CONSERVAZIONE"


E' disponibile presso Gangemi Editore il volume "Gandhara. Tecnologia, produzione e conservazione. Indagini preliminari su sculture in pietra e in stucco del Museo Nazionale d’Arte Orientale Giuseppe Tucci" a cura dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo 

La pubblicazione dei dati scaturiti da questa prima ricerca sugli aspetti tecnologici della scultura del Gandhara si pone come un momento assolutamente preliminare, con la consapevolezza di quanto sia necessario ancora approfondire, specie riguardo alla quantità dei reperti da analizzare, provenienti anche da altri siti finora non presi in considerazione, ed alla quantità e varietà di analisi da effettuare. Si è certi comunque, già dai risultati ottenuti, che tale studio sia particolarmente stimolante e utile per meglio focalizzare alcune problematiche storiche e culturali, legate alle modalità di arrivo, di sviluppo e di espansione degli influssi artistici nel mondo buddhista del Gandhara, tra i quali anche il gusto per la scultura policroma, conservato in modo evidente, ancora fino ad oggi, nei paesi dell'area indo-himalayana. 
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